lettera a jimi hendrix

Ogni volta che lo ascolti è una emozione nuova. Le note della sua fender esprimono un profondo senso di esaltante aspettazione, un desolato rammarico, una aspra nostalgia e nello stesso tempo un misto di gioia e dolore.

Lettera per Jimi Hendrix – a 25 anni dalla sua morte

Quando nel settembre del 1970 ho pianto per la morte di Jimi avevo 15 anni , oggi a distanza di 25 anni , mia figlia di 15 anni ascolta Jimi Hendrix. Questo semplicemente perchè il ROCK fa parte di noi, ed i ragazzi lo scoprono come cosa nuova di generazione in generazione : il linguaggio del rock è come una pelle nella quale entri e non ne esci più.

Jimi ha delimitato gli estremi della creatività e della distruttività degli anni 60 in America: egli , in qualche modo, faceva parte di un contesto storico e sociale che ha caratterizzato tutta una epoca: la guerra nel Vietnam, J.Kennedy, M.L.King, PapaGiovanni XIII il sogno rivoluzionario studentesco che iniziava allora la sua marcia, i primi Hippys (ricordate il film HAIR), sino al concerto di Woodstock che segnò la fine e non l’inizio di quel modo di essere. Sicuramente la sua morte, insieme a quella degli altri maledetti del rock scomparsi ieri e oggi (J.Japlin, J.Morrison, K.Cobain ..) ha rilevato tutto il senso di inquietudine e tutto il malessere che la colorata vetrina della società urbana nascondeva e nasconde oggi. Di Jimi resterà, come patrimonio inielabile, quel carattere marcatamente alternativo ed il suo inconfondibile stile continuerà ad avere tutta la gratitudine di chi ama la MUSICA.

Stralcio della mia lettera inviata al supplemento Musica (del quotidiano Repubblica) per i 25 anni dalla morte di Jimi .

La presente fu premiata con uno splendido Lp in Vinile raffigurante il volto di Hendrix .

Angelo Agrippa

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